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martedì 1 ottobre 2013

"Tonino a mulletta", braccio destro di Cutolo, tenta di togliersi la vita



SAN GIUSEPPE VESUVIANO Ha provato ad uccidersi stringendosi le lenzuola intorno al collo, ma è stato salvato dagli agenti della polizia penitenziaria. A tentare il suicidio Antonio Cutolo, 55enne di San Giuseppe Vesuviano, boss e braccio destro della Nco dell’omonimo “padrino” Raffaele Cutolo. È la seconda volta in pochi mesi, tuttavia, che il ras della Nuova Camorra Organizzata progetta di togliersi la vita dietro le sbarre. Fatti che naturalmente preoccupano non poco il Dap tant’è che “Tonino ‘a mulletta” viene sorvegliato a vista dagli uomini in divisa che controllano il carcere del Nord Italia in cui il ras è detenuto.
Il 55enne, ex ras della Nco e successivamente promotore della Nuova camorra speciale, un passato da collaboratore di giustizia non sempre creduto, è stato comunque portato in ospedale per un principio di soffocamento che gli stava costando la vita. Sui motivi del gesto estremo, anzi dei gesti a distanza di poco tempo l’uno dall’altro, non ci sono certezze; di sicuro, però l’uomo vive male la sua condizione di recluso. Ergastolo per omicidio, originario di San Giuseppe Vesuviano, Antonio Cutolo è solo omonimo del padrino e fondatore della Nuova camorra organizzata, Raffaele Cutolo.
Antonio Cutolo è detenuto in regime differenziato perché da collaboratore di giustizia in una decina di anni ha fatto luce su 30 anni di camorra, soprattutto vesuviana ma anche napoletana. Nel frattempo però, secondo la procura di Napoli approfittando di un permesso-premio, tra il 2005 e il 2006 avrebbe commesso alcune estorsioni a imprenditori e commercianti dell’area a Sud di Napoli, in particolare a San Giuseppe Vesuviano. Atti malavitosi che erano il suo tentativo di tornare in campo attraverso la Nuova camorra speciale con cui aveva stretto legami nel carcere di Sulmona anche con i Sarno di Ponticelli, cosca poi sparita dopo pentimenti e delitti.

venerdì 11 gennaio 2013

Uccise 30 persone, Mauro Marra killer della camorra di Cutolo torna libero

Da pentito, Mauro Marra ha confessato di aver ucciso una trentina di persone. Adesso l'ex camorrista, legato al boss Raffaele Cutolo, è stato scarcerato per decorrenza dei termini nell'ambito di una condanna a 20 anni di reclusione per traffico di stupefacenti.

Il noto boss in una foto storica

Mauro Marra è tornato in libertà. Ritenuto uno dei killer della Nuova camorra organizzata di Raffaele Cutolo (nella foto), negli Anni Ottanta si pentì autoaccusandosi di una trentina di omicidi. 
Lo scrive il “Roma” di Napoli, rivelando che la scarcerazione dell'uomo è avvenuta grazie alla decorrenza dei termini di detenzione preventiva. Nel 2006 Marra era stato arrestato per un traffico di sostanze stupefacenti e condannato in secondo grado a 20 anni di reclusione. La Cassazione ha annullato quella sentenza ed ora il fedelissimo di Pasquale Scotti, super-latitante ricercato da 28 anni, è un uomo libero. Il quotidiano diretto da Tonino Sasso racconta anche di come il Marra pentito abbia dato un contributo determinate nel portare a galla le false accuse contro Enzo Tortora, il presentatore che la camorra voleva incastrare e morto poi di cancro, anche e sopratutto per le ripercussioni subite a seguito di quello che è diventato uno dei casi simbolo della malagiustizia italiana.

fonte: http://www.fanpage.it