Visualizzazione post con etichetta donna. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta donna. Mostra tutti i post

lunedì 2 luglio 2012

Immacolata Iacone, la moglie del boss Raffaele Cutolo

Immacolata Iacone, moglie del
noto boss della Camorra
Raffaele Cutolo
NAPOLI - "Se ti sposi con me è come essere vedova". Queste le parole che Raffaele Cutolo, ex boss della Nuova Camorra Organizzata, ha pronunciato a colei che sarebbe diventata sua moglie nel 1983. Lei, mmacolata Iacone, ne parla a Tu Style, il settimanale diretto da Marisa Deimichei, in edicola domani 8 aprile. ra tutta la la sua è vita è la figlia Denise, nata con inseminazione artificiale."Quando l´ho conosciuto non mmaginavo chi fosse, ma tutti lo chiamavano ´O Professore´. Avevo 17 anni e lui 37, era già in prigione". mmacolata lo conosce quando va a trovare in carcere il fratello, accusato di omicidio e poi assolto. Dopo un paio di settimane Cutolo le fa avere un biglietto: "Sono rimasto colpito per la spontaneità di una ragazza acqua e sapone". Mesi dopo Immacolata torna in carcere: "Era l´8 maggio del 1981, all´ingresso del penitenziario distribuivano rose rosse. Ne diedero una anche a me. Quando mi avvicinai per salutarlo disse: ´Quella rosa e´ un mio regalo. Mi sentivo un uomo spento, ma con te sono rinatò, poi mi chiese di sposarlo e aggiunse: ´Devo scontare ancora due anni di carcere, ma una volta fuori faremo una vita bellissima´, io a quel punto - continua Immacolata - gli risposi: ´Non sono niente due anni, ti aspetterei anche 20´´. Dopo avere chiesto la mano al padre della ragazza, arrivò il primo bacio, che fu anche l´ultimo e poi più niente, nessun contatto, poiché la speranza di detenzione di due anni per Cutolo si trasformò in una lunga serie di trasferimenti da carcere a carcere. 

Immacolata Iacone, moglie di
Raffaele Cutolo, oggi
"Ci sposammo - aggiunge Immacolata Iacone - il 26 maggio del1983, indossai l´abito bianco e all´altare mi portò l´avvocato. Raffaele mi aspettava di fronte all´altare. Era la prima volta che lo vedevo dalla testa ai piedi. Mi baciò la mano e la fronte. Dall´emozione inciampai nel vestito. Stavo per cadere, lui mi sostenne. Quella è stata l´unica volta che l´ho visto fuori da una cella, senza il filtro di un vetro". Dopo quel giorno per la moglie di colui che trasformò la camorra da fenomeno locale in un´organizzazione a livello nazionale, iniziò un periodo tragico: accusata di fare da complice al marito venne arrestata e in un secondo momento scagionata. Le ammazzarono padre e fratello, poi toccò allo zio, e nello scorso luglio anche la madre è stata uccisa. Immacolata continua, confidando a Tu Style: "L´unica colpa che ho è di essermi innamorata di un uomo che si chiama Cutolo. Quando l´ho conosciuto non sapevo chi fosse e ancora oggi non so bene cos´abbia fatto. Ma di una cosa sono certa: qualsiasi atrocità abbia commesso, sta pagando in carcere a differenza di altri che sono fuori. E sto pagando anche io con lui. Sto segregata in casa perché mi dicono che è un disonore uscire essendo moglie di un carcerato. E´ durissimo vivere così". Ora la Iacone vive per la figlia Denise, nata il 30 ottobre scorso. "Mi ha ridato la forza di vivere, di passeggiare, di uscire a fare le spese, di invitare gli amici a cena. Sogno di andare lontano con lei, per regalarle il futuro che merita".
07/04/2009



La moglie del noto boss fondatore della NCO Raffele Cutolo si racconta in una storica trasmissione della Rai, Storie Maledette, condotta dalla giornalista Franca Leosini


Video n°1

Video n°2

Video n°3

Video n°4

Video n°5

Video n°6

lunedì 11 giugno 2012

Perchè l'on. Luigi Cesaro, detto Giggino 'a purpett, viene sovente accostato alla figurda di Raffaele Cutolo?


Un articolo de "Il Fatto quotidiano" lo spiega sinteticamente...
Nella foto: Luigi Cesaro con Nicola Cosentino
“Il Cesaro ha spiegato che al fine di sottrarsi alle pesanti richieste estorsive del gruppo Scottichiese i buoni uffici di Rosetta Cutolo (la sorella del boss di Ottaviano Raffaele Cutolondr) la quale inviò una lettera di ‘raccomandazione’ allo Scotti. Tale lettera consegnata da due donne, emissarie della Cutolo, al Cesaro, venne da costui a sua volta consegnata allo Scotti, che da quel momento cambiò “atteggiamento” nei confronti dell’impresa edile Cesaro. E poi: “Il quadro probatorio relativo alla posizione del Cesaro non può definirsi tranquillante. L’amicizia dell’imputato con tutti i grossi esponenti della Nuova Camorra Organizzata può trovare la sua ragione d’essere nella necessità di evitare pesanti sacrifici economici, come sostiene l’appellante, ovvero in una sorta di compiacimento psicologico per tante importanti “conoscenze”. Il dubbio però che l’imputato abbia in qualche modo reso favori ai suddetti personaggi per ingraziarseli sussiste e non è superabile dalle contrastanti risultanze processuali”.
Rosetta Cutolo
E’ interessante rileggere le controverse motivazioni con cui la Corte di Appello il 29 aprile 1986assolse il presidente Pdl della Provincia di Napoli Luigi Cesaro dalle accuse di favoreggiamento dei più spietati criminali dei clan vesuviani, oggi che è ancora fresco di inchiostro l’articolo diRosaria Capacchione su “Il Mattino” che ne riferisce l’iscrizione nel registro degli indagati per camorra in una nuova inchiesta sulle cosche di Sant’Antimo e Aversa, le zone dalle quali Cesaro proviene e ha spiccato il volo verso il Parlamento, in quota Forza Italia e Pdl.

Arrestato, condannato nel 1985 in primo grado a cinque mesi di reclusione, sentenza poi ribaltata in Appello e definitivamente annullata in Cassazione dal giudice Corrado Carnevale, tutta la carriera imprenditoriale e politica del parlamentare-presidente di Provincia si è svolta sul filo di rapporti mai chiariti con ambienti contigui alla criminalità organizzata. Rapporti illustrati in alcuni verbali del pentito Gaetano Vassallo, riportati qualche anno fa in diversi articoli sull’Espresso, che definisce Cesaro un “fiduciario del clan Bidognetti” e riferisce di contatti tra il politico e i camorristi in occasione dei lavori di riconversione degli stabilimenti della Texas di Aversa: «In quell’occasione si era quantificata la mazzetta che il Cesaro doveva pagare al clan. Inoltre gli stessi avevano parlato con il Cesaro per la spartizione degli utili e dei capannoni che si dovevano costruire a Lusciano attraverso la ditta del Cesaro sponsorizzata dal clan Bidognetti».
Raffaele Cutolo
in manette
Stando alle confessioni pubblicate dal settimanale, Vassallo avrebbe riferito pure di un incontro tra il parlamentare e Luigi Guida, detto “’o Drink”, un elemento di primo piano del clan Bidognetti: «Io mi meravigliai che il Cesaro avesse a che fare con Guida…». Io invece, fatta salva la presunzione di innocenza di Cesaro, mi meraviglio che una persona con trascorsi simili, che ritenendosi vittima di un camorrista invece di correre dai carabinieri è andato a chiedere protezione ad altri camorristi, sia diventata parlamentare della Repubblica e presidente della terza provincia d’Italia. L’unico Paese dove queste cose possono avvenire nel silenzio rotto solo da pochi giornali coraggiosi.